Prevenire la pancetta

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Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il punto vita o giro vita deve misurare meno di 80 cm per le donne e meno di 94 cm per gli uomini. Più aumentano questi valori, più aumentano i rischi di sviluppare patologie cardiovascolari. Controllare il proprio girovita, quindi, vuol dire mantenersi non solo in forma, ma anche in salute. Con un comune metro a nastro, non elastico , lo si può misurare :
Posizionati davanti ad uno specchio , si possono evitare degli errori di misurazione : l’addome deve essere nudo ed il metro a livello della vita, in linea orizzontale, parallela al pavimento.
Ricordarsi ancora che il punto vita è la parte più stretta dell’addome (quella che normalmente si trova subito sopra il bordo superiore delle creste iliache)
Se la vita non è ben evidente bisogna tenere come punto di riferimento l’ombelico. Il nastro dovrà essere sempre in linea parallela al pavimento.

Ma perché con il passare degli anni il girovita può modificarsi e allargarsi?

Con l’avanzare dell’età la forma del corpo inizia a cambiare: aumenta il girovita e si perde il tono muscolare, condizioni determinate da diversi fattori come la riduzione del metabolismo basale, cioè il numero di calorie consumate dall’organismo a riposo per mantenere le funzioni vitali. Il metabolismo si riduce e di conseguenza si dovrebbero ridurre anche le calorie giornaliere ingerite. Se si continua, invece, a mangiare inevitabilmente aumenta peso e girovita. Le donne, inoltre, con la menopausa sono maggiormente soggette ad un aumento del girovita, anziché della circonferenza di gambe e di cosce, come accade nel periodo fertile, a causa dei cambiamenti ormonali.

Attenzione, poi, anche allo stress. Ritmi serrati, ansia e tensione possono contribuire a far aumentare la circonferenza addominale.

«Lo stress è sicuramente un fattore importante nell’aumento del girovita, infatti, ci induce a mangiare di più e ad assimilare maggiormente, a causa del neuropeptide Y che agisce a livello dei nervi periferici che innervano il tessuto adiposo. Lo stress attiva il rilascio del neuropeptide Y che stimola l’accumulo di grasso. Per evitare che questo avvenga, quando si è troppo stressati, è necessario concedersi un momento di relax come ad esempio una bella passeggiata, dello yoga, un massaggio, o qualsiasi attività che ci permetta di rimanere lontani dal frigorifero e dalla dispensa.

Ma cosa fare per contrastare o per snellire il girovita?
Non tutto il grasso corporeo è pericoloso. Il grasso tipicamente femminile, per esempio, posto su fianchi e cosce, non rappresenta alcun serio pericolo per la salute. Al contrario il grasso in sede addominale, tipicamente maschile, la cosiddetta “pancia”, è correlato all’aumento di stati infiammatori e malattie cardiovascolari. Quando si parla di “pancia” non si intende il grasso superficiale sottocutaneo, bensì quello localizzato in sede profonda, viscerale, a costituire il tipico addome globoso e teso, che spesso è in grado di compromettere la stessa funzione respiratoria.

I fattori che favoriscono l’accumulo di grasso addominale sono numerosi. Alcuni non si possono modificare, come il sesso, l’età, la familiarità. L’uomo, e la donna dopo la menopausa, sono esposti a questo rischio e, quando ingrassano, il tessuto adiposo si localizza in questa sede: nell’uomo per l’azione di alcuni ormoni, fra cui il cortisolo e il testosterone; nella donna in menopausa per l’assenza di altri ormoni (estrogeni e progesterone). Con gli anni è più facile ingrassare e quindi anche l’età favorisce la comparsa della cosiddetta “pancetta” ma anche la predisposizione genetica gioca un ruolo importante. Vi sono poi dei fattori modificabili, che sono quelli su cui si dovrebbe intervenire per prevenire o debellare il problema. Questi fattori ripetiamo, sono l’alimentazione, l’attività fisica e lo stress.

Bisogna poi prenderne le misure… E per farlo nessuno strumento si è rivelato più adatto del classico centimetro da sartoria. Il punto vita è infatti una spia fedelissima della quantità del grasso addominale. Le misure oltre le quali, a prescindere dall’essere obesi o meno, si entra nell’area di rischio, sono: 88 cm nella donna e 102 cm nell’uomo.

I cibi consigliati

Cereali e derivati integrali in quantità moderata, preferibilmente a colazione e a pranzo; frutta (non troppo zuccherina) e verdure fresche e di stagione; carni bianche, pesce grasso, uova; acqua naturale, tè, tisane, caffè.

I cibi da evitare

I cibi grassi (condimenti, formaggi, insaccati, dolciumi, alcolici ecc.) e quelli a base di carboidrati (pane, pasta, zucchero raffinato, prodotti da bar o di pasticceria ecc.) innalzano rapidamente la glicemia e quindi l’insulina.

Stress, sonno irregolare e pasti poco frequenti possono provocare una iperproduzione di cortisolo (l’ormone dello stress) e, di conseguenza, l’aumento del punto vita.

Per regolarizzare la secrezione di questo ormone, il principale responsabile dell’accumulo di grasso nella regione addominale e della perdita di massa muscolare negli arti inferiori, occorre:

•consumare regolarmente spuntini e prima colazione, evitando di lasciar trascorrere più di quattro ore tra un pasto e l’alto;

•bilanciare correttamente i pasti (evitare in particolar modo l’assunzione di quantità eccessive di zuccheri semplici);

•evitare di fare attività fisica a digiuno;

•adottare uno stile di vita salutare;

•concedersi i giusti tempi di riposo;

•limitare per quanto possibile lo stress.

•Imparare a conteggiare le calorie assunte con il cibo e a metterle in relazione al proprio fabbisogno e stile di vita. Non è strano che da chirurgo e senologo io parli di queste problematiche : il tessuto adiposo viscerale è una fonte di estrogeni che vanno a stimolare le ghiandole mammarie , soprattutto dopo la menopausa: prevenire la pancetta è dunque importante per prevenire dei fattori di rischio importanti come la continua stimolazione ormonale.

Giuseppe Imbornone

 

 

 

 

Il movimento è il primo passo per la prevenzione di molte patologie.

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Dott. Giuseppe Imbornone

Specialista in Chir. Generale, Senologo, Dottore di Ricerca , Diploma SIUMB in Ecografia Clinica

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