I farmaci cosiddetti antinfiammatori, i FANS ( farmaci antinfiammatori non steroidi ) sono moltissimi e scegliere quello più adatto alle nostre esigenze è una cosa semplice anche se deve essere il medico a consigliare. Questi farmaci curano infiammazioni di diversa natura come dolori articolari, mal di schiena, fratture, distorsioni, borsite, febbre. Tuttavia, tra i farmaci antinfiammatori esistono alcuni che sono più indicati di altri per curare i diversi disturbi di cui si può soffrire. È un bene capire qual è la differenza tra una molecola e l’altra per curare l’infiammazione di condizioni diverse.

Il paracetamolo (Tachipirina) è più un farmaco antipiretico, abbassa la febbre , in quanto esso agisce a livello del sistema nervoso centrale bloccando la formazione delle prostaglandine che influenzano la temperatura corporea. Questo è l’effetto che ha il paracetamolo assunto a bassi dosaggi (500 mg) mentre quello ad elevati dosaggi (1g) viene utilizzato come antidolorifico nella cura di mal di denti, mal di testa, torcicollo, dolori lombosacrali, piccoli dolori da interventi chirurgici. Inoltre, l’attività antidolorifica del paracetamolo può essere potenziata associando la codeina come nel caso del Tachidol;

Ketorolac (Toradol), diclofenac (Voltaren) e piroxicam (Feldene) sono tutti antiinfiammatori molto utilizzati per la cura di dolori articolari come dolori osteoarticolari, spondilite anchilosante, lombosciatalgie, dolore post-operatorio, gotta. Questi farmaci sono molto attivi ed efficaci per via iniettiva e la loro somministrazione necessita di una accurata visita medica;

Ibuprofene (Nurofen), ketoprofene (Oki) e naprossene (Momendol) sono farmaci utilizzati sia per curare piccoli dolori come dolori mestruali e dolore ai denti, mentre a dosaggi maggiori vengono utilizzati per curare dolori più severi come quelli articolari;

Nimesulide (Aulin) è un farmaco più selettivo per la COX-2 ed è molto utilizzato per il trattamento di dolori di natura severa. Questo farmaco, tuttavia, ha una forte epatotossicità , danneggia il fegato, ed il suo uso è stati ridimensionato.

La scelta dell’antinfiammatorio più adatto è compito dello specialista che deve tener conto dello stato di salute del paziente. Tutti i FANS sono gastrolesivi pertanto durante le terapie protratte nel tempo è necessario associare una protezione gastrica.

I farmaci antinfiammatori steroidei, più noti come cortisonici (e detti anche corticosteroidi), sono farmaci costituiti da molecole che, da un punto di vista strutturale, sono analoghe al cortisolo, un ormone prodotto dalla corticale delle ghiandole surrenali. I cortisonici (corticosteroidi), noti anche come farmaci antinfiammatori steroidei, sono costituiti da molecole strutturalmente analoghe al cortisolo, un ormone sintetizzato e secreto dal surrene (una piccola ghiandola situata all’apice del rene) a partire dal colesterolo. Il cortisolo è coinvolto in moltissime attività biologiche tra cui regolazione della glicemia e del metabolismo proteico. Per la sua supervisione sui livelli ematici di glucosio, il cortisolo viene anche chiamato ormone glucocorticoide (il suffisso “corticoide” si deve al fatto che quest’ormone è prodotto nella parte “corticale” del surrene ghiandola che si trova , come dice il suo nome , sopra il rene; Il cortisolo ha anche un ruolo importante nei processi infiammatori. Esso controlla infatti l’attività della fosfolipasi A2, l’enzima che trasforma i fosfolipidi delle membrane cellulari in acido arachidonico, precursore di altri mediatori chimici dell’infiammazione come prostaglandine e trombossani.

GLI EFFETTI COLLATERALI del cortisone sono di varia natura, specialmente quando il farmaco viene somministrato per lungo tempo e a dosaggi elevati. Fra i danni riscontrabili sono da annoverare l’iperglicemia, l’aumento di peso, l’ipertensione, l’ulcera, l’acne, l’insonnia e gli sbalzi d’umore. Una terapia basata sull’utilizzo del cortisone può essere considerata prolungata nel tempo se supera un mese. In ogni caso anche due settimane di cura non possono essere trascurate per ciò che riguarda i possibili effetti collaterali in cui si può incorrere. In genere le terapie che si protraggono per pochi giorni o che riguardano i casi di emergenza, anche per combattere crisi asmatiche e bronchiti acute non si rivelano dannose.
Tuttavia c’è da chiedersi se i farmaci antinfiammatori fanno male al cuore. Purtroppo gli effetti collaterari sono diversi e soggettivi da persona a persona.

CHISSÀ se avete letto tutto ?!  Ho preso le informazioni in diversi siti farmaceutici  …spero sia  stato interessante!

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Dott. Giuseppe Imbornone
Specialista in Chir. Generale, Senologo, Dottore di Ricerca , Diploma SIUMB in Ecografia Clinica

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