La dieta “giusta” …Qual’è?

 

Sicuramente vi sarete chiesti tante volte: Qual’è la dieta più giusta da seguire?

Dove per più “GIUSTA” intendete quella che sicuramente vi farà perdere adipe, quindi peso. Ebbene si…..esiste la dieta più giusta che è tale, un po per tutti i soggetti, indipendentemente dalla presenza o meno di patologie. E’ quella dieta che prevede uno schema con scelta di alimenti a basso indice glicemico. Questa tecnica è veramente infallibile, in quanto agisce unicamente su processi metabolici fisiologici a cui ogni soggetto è naturalmente sottoposto ogni volta che assume cibo. Per rendere l’idea molto chiara del perchè è efficace questa dieta, iniziamo dal concetto che ogni qualvolta assumiamo cibo,si ha di conseguenza un innalzamento del valore glicemico (concentrazione di glucosio nel sangue) detto valore glicemico post prandiale. Tale valore richiederà un certo quantitativo di insulina, che è l’ormone secreto dal pancreas (cellule di langerhans) e questo accade tutte le volte che mangiamo. L’insulina ha anche la funzione di portare il glucosio (energia) a tutte le cellule del nostro organismo ma è anche l’ormone responsabile “dell’accumulo di grasso” vediamo perchè:

La secrezione di insulina viene influenzata dall’apporto totale di carboidrati e dal loro indice glicemico (velocità con cui aumenta la glicemia a seguito all’assunzione di un certo alimento) , pertanto determinati alimenti spingono più o meno questa secrezione insulinica. Se la richiesta di insulina è maggiore vuol dire che il valore glicemico raggiunto è notevole e la grande quantità di insulina che adesso è in circolo, determinerà un repentino e conseguenziale abbassamento della glicemia post prandiale, questo meccanismo, (veloce) oltre ad avvicinare prima del previsto al “digiuno”, promuove presto il senzo di non sazietà e pertanto si ritornerà a mangiare o comunque ad assumere al pasto successivo, grandi quantità di cibo. Ma non solo, questa condizione di eccesso energetico (picco glicemico) dettato da questi alimenti ad alto IG, favorisce da parte dell’insulina, l’immagazzinamento di grasso (troppa energia=deposito) (sintesi di ac. grassi a partire da glucosio e proteine). Da quanto esposto, seppur semplificando molto, potete rendervi conto che al contrario, se ad ogni pasto si cerca di non eccedere con la richiesta insulinica post prandiale, ossia si cerca di assumere alimenti ad indice glicemico più basso, l’effetto che ne consegue è una minor richiesta di insulina al pancreas, con livelli in circolo inferiori. L’abbassamento della richiesta insulinica, non causerà un calo repentino del valore di glicemia post prandiale (energia) quindi fame repentina e si avrà un appagamento nutrizionale, cosicchè anche dopo le 3 ore dall’ultimo pasto, non si sentirà l’esigenza di mangiare in eccesso. Inoltre promuoverebbe di conseguenza, un maggiore utilizzo di grasso come fonte di energia, all’interno delle 3 ore che intercorrono tra un pasto e l’altro.
Questo meccanismo di controllo insulina/alimentiIG è alla base di una buona riuscita dimagrante, perchè si favorisce anche la Lipolisi (ormone sciogli grasso) tenuta a bada dalla grande presenza di insulina. Molto utile risulta l’utilizzo di fibra alimentare associata ad un piatto di pasta o ad un secondo proteico, perchè questa contribuisce notevolmente alla stabilizzazione del valore glicemico facendo da “effetto tampone” sul senso di sazietà e sulla richiesta insulinica stessa. Spero di essere stata chiara ma per qualsiasi chiarimento in merito…..attendo le vostre riflessioni.

 

Pubblicato da D.ssa Claudia Bottino

Nutrizionista Laurea 1 livello in Dietistica Presso UNIPA Laurea Magistrale Laurea Magistrale in Scienze dell'alimentazione e Nutrizione Umana presso UNIPG (Univ. Perugia) Scienze Biologiche e Abilitazione esercizio professionale UNIPA

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