Nelle nostre case i formaggi fusi a fette non mancano mai.

Sono utili per preparare panini, tramezzini e involtini, ma non sono alimenti indicati e sicura, né per i bambini, né per gli adulti.

Vediamo perché.

1. Rischi per la salute

Un articolo del 2013 della rivista rumena Evz, ripreso in Italia dal settimanale online Quale Formaggio, metteva in luce come i formaggi fusi (ad esempio, i formaggi fusi a fette o i formaggini) siano composti da ingredienti di scarsa qualità, in grado di portare ad impedire la fissazione del calcio nelle ossa. E alcuni conservanti usati nella loro produzione sarebbero legati al rischio di cancro.

2. Additivi

Altro motivo per ridurre il consumo di formaggi fusi, è che possono contenere fino a 13 additivi diversi: “E’ dunque raccomandabile controllare con attenzione le etichette per verificare la presenza o l’assenza di alcuni additivi utilizzati come stabilizzanti (E450), antiossidanti (E361) e conservanti (E250)”.

3. Metodo di lavorazione

I formaggi fusi possono essere prodotti riciclando scarti provenienti da altri formaggi, che possono subire prolungati processi di trasformazione tramite l’utilizzo di sali di fusione, dando origine ad un prodotto che contiene composti come fosfato, citrato e sodio, in quantità più o meno elevate a seconda dei prodotti.

3. Eccesso di sale

Un altro problema di questi formaggi è che contengono troppo sale: “La concentrazione di sale può raggiungere i 3 grammi ogni 100 grammi di prodotto per quanto riguarda i formaggi fusi e dovrebbe essere presa in considerazione soprattutto da parte dei soggetti ipertesi ed in caso di somministrazione di formaggi fusi ai bambini. Secondo le più recenti linee guida dell’OMS, gli adulti non dovrebbero consumare più di 5 grammi di sale al giorno”.

Fonte:Fortesano.it
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Rosanna
Consulente del Benessere Eliosnatura, si occupa di alimentazione, cura della persona e di patologie mediche attraverso l'uso di prodotti del tutto naturali. Il suo punto di forza è il binomio “alimentazione e buona salute”, fattore sottolineato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che considera nutrizione adeguata e salute diritti umani fondamentali.

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