Cosa sapete della CELIACHIA?

Condividi:

 

 

 

 

 

 

 

Vi sintetizzo, spero in maniera semplice, che la celiachia è una malattia dell’intestino tenue di tipo autoimmune. Può interessare tutte le età e riconosce una predisposizione genetica. Generalmente i sintomi si presentano allo svezzamento: diarrea cronica, dolore addominale, gonfiore addominale, ritardo della crescita nei bambini ed astenia. In certi casi (forme atipiche) questi sintomi possono essere assenti e possono esservi sintomi extraintestinali, tra cui sintomi neurologici e correlati al malassorbimento; in questi casi la diagnosi è spesso fatta in età adulta.

La celiachia è causata da una reazione alla gliadina, una prolammina (proteina del glutine) presente nel grano e da proteine simili che si trovano in altri cereali comuni, come orzo e segale.

L’esposizione alla gliadina causa una reazione infiammatoria. Ciò porta ad una progressiva riduzione dei villi che rivestono l’intestino tenue (atrofia dei villi) fino alla loro completa scomparsa. Ciò interferisce con l’assorbimento delle sostanze nutritive, in quanto i villi intestinali ne sono responsabili. L’unico trattamento efficace conosciuto è una permanente dieta priva di glutine.

Disturbi simili come sintomatologia sono i cosiddetti disturbi glutine-correlati, come l’allergia al frumento e la sensibilità al glutine. La prima è una reazione allergica tipica, la seconda è simile alla malattia celiaca ma senza danni ai villi intestinali e spesso senza presenza di marcatori specifici per la celiachia nel sangue. Tra le cause della celiachia rientrano sia fattori ambientali sia fattori genetici.

L’età d’esordio della celiachia è variabile, dallo svezzamento alla pubertà fino all’età adulta ed è molto soggettiva. Necessiterebbero almeno tre fattori per l’insorgenza della malattia:

1) una predisposizione genetica;

2) un’alimentazione ricca di glutine (in genere la dieta mediterranea è ricca soprattutto di frumento e dei suoi     derivati anche sotto forma di addensanti, additivi e conservanti);

3) la comparsa di fattori scatenanti per es: stress psicologici e fisici, infezioni virali, gravidanza, interventi chirurgici.

 

Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)

Commenta usando Facebook
Dott. Giuseppe Imbornone

Specialista in Chir. Generale, Senologo, Dottore di Ricerca , Diploma SIUMB in Ecografia Clinica

Condividi:


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

banner_rosanna_nuovo

Rimaniamo in contatto

Iscriviti alla mia newsletter, ti invierò una comunicazione solo quando ci saranno articoli nuovi.